Stefania Brancaccio DONNA IMPRESA luglio 2021

THE EXEMPLUM.

LA MANAGER ILLUMINATA E DI SPIRITO BATTAGLIERO DALLA PARTE DELLE DONNE.

Stefania Brancaccio _ Vice Presidente COELMO SpA

Ingredienti principali della sua esperienza: buon senso, tenacia, umiltà.

Questa è Stefania Brancaccio: nata a Napoli il 21/06/1949 laureata in lettere e filosofia presso l’università Federico II di Napoli e specializzata in psicopedagogia dell’età evolutiva presso il Magistero di Torino, entra in Azienda nel 1974 ricoprendo vari ruoli di responsabilità fino alla odierna Vice Presidenza della società COELMO SpA

che progetta e produce Gruppi Elettrogeni Industriali e Marini da 3 a 4000 kVA dal 1946. Nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel Maggio 2009, Stefania ricopre la carica di Reggente Banca d’Italia presso la sede Banca d’Italia Napoli; è Membro del Consiglio Generale Federmeccanica Roma; Membro del Gruppo Tecnico Organizzazione Confindustria Nazionale; Membro Steering Commitee Luiss Business School Progetto Grow – Generating Real Opportunities For Women; Vice Presidente Sezione Metalmeccanica Confindustria Napoli; Membro del Comitato Scientifico dell’IPE (Istituto per Ricerche ed attività Educative); Consiglio direttivo Commissione Microcredito e Finanza Etica per l’Associazione Nazionale per Lo Studio dei Problemi del Credito Roma; Membro di Confindustria (SFC) nell’ambito del Programma-obiettivo del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale per l’anno 2007; Membro della Consulta Femminile del Pontificio Istituto della Cultura Roma; Presidente Regionale dell’UCID; Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione “In Nome della Vita O.n.l.u.s.”, “Casa di Tonia”, accoglienza delle ragazze madri e donne vittime di violenza, Curia Arcivescovile di Napoli. Vincitrice della 22° Edizione Premio Minerva Anna Mammoliti Roma, attribuito alle donne per qualità imprenditoriali; Socio Rotary Nord Napoli, è stata premiata con riconoscimenti Paul Harris Fellow, per il Progetto Open Innovation per il lavoro dei giovani e per la Presidenza della Commissione distrettualeLavoro, Occupazione e Micro Credito“.

L’INTERVISTA:

Che tipo di persona sei Stefania, come hai imparato a fare bene le cose che sai fare, quali abilità hai appreso naturalmente e quali hai sviluppato con fatica?
Eccomi: una laureata in filosofia che entra in uno stabilimento di tute blu nel 1973, negli anni detti di “Piombo”. Erano gli anni in cui fu redatto lo Statuto dei Lavoratori: anni difficili e di grandi tensioni. Nel mio percorso filosofico, a mia guida è stato il grande filosofo Heiddegger, che mi ha indicato il “cammino” che noi uomini di oggi avremmo dovuto compiere: “tenere sempre gli occhi aperti su ciò che è degno di essere pensato”. Una filosofia certamente non accademica né chiusa in se stessa, ma una filosofia che incrocia e si confronta continuamente con la realtà per ricercare risposte possibili; una filosofia come “amore della sapienza, della conoscenza”. Terminato il mio percorso di studi, entrai in azienda con esperienza “pari a zero” e cominciai dal basso, con molta umiltà, avendo quale primo incarico quello di mettere in ordine alfabetico le fatture. Consapevole di non avere tutte le conoscenze necessarie per il settore in cui agivo, decisi in quegli anni di studiare tanto, ma veramente tanto! I risultati nel lavoro si conquistano con molto sacrificio. Ho studiato tutto ciò che mancava alla mia formazione di donna in azienda. Ho preso lezioni di ragioneria. Mi sono specializzata in gestione della qualità, gestione della sicurezza, gestione aziendale, e così via, gradino per gradino, senza sconti, fino a giungere alla dirigenza. Ho avuto coraggio per quegli anni, ma attenzione il coraggio non è temerarietà. Come diceva Ambrosoli “avere coraggio non è essere eroi”, bensì vuol dire essere una persona normale che vuole lavorare e vivere la propria vita in pieno.
Ma esistono ancora i lavori da donna e i lavori da uomo?
La Coelmo è un’azienda produttrice di gruppi elettrogeni. Da questa descrizione merceologica emerge un’immagine di un’azienda che può scoraggiare un pubblico femminile. Espressioni quali “progettazione, manutenzione, conduzione di macchine elettriche interventi manutentivi” non permettono di capire con esattezza di cosa si tratti. Queste locuzioni sono associate all’idea di un lavoro che implica forza fisica e pertanto, in quanto donna, avrei potuto scoraggiarmi, ma allora non ho mai pensato “non è un lavoro da donna”.
Cosa ti caratterizza, quali i tuoi valori e le tue motivazioni e le priorità … Ci sono parole chiave per la tua vita?
Ho sempre voluto sradicare quegli stereotipi e pregiudizi relativi al genere con la voglia di sfidare la “segregazione occupazionale” a cui noi donne ci sottoponiamo. Il pregiudizio contro le donne che sembra strano ma è comune a tutte le culture dalle origini: Nella Bibbia, nella cultura filosofica, in quella religiosa, politica ed anche scientifica che ha codificato l’assoluta “Inferiorità” della donna e che ci ha reso vittime e ci ha posto in una continua inspiegabile sottomissione. Ho sempre lavorato per creare un ambiente in grado di accogliere la partecipazione femminile non di respingerla. Sono questi pregiudizi sociali che ostacolano il successo professionale di noi donne. Ho cercato, infatti, di usare il lavoro in azienda per realizzare un “agire donativo”, per riuscire ad andare oltre e scoprire e far scoprire la dimensione della spiritualità. Ho lavorato con lo spirito del pioniere, quella qualità che accompagna, insieme alla qualità tutta femminile della generatività, chi vuole creare nuovi rapporti, nuove dinamiche, ponendo la persona al centro dell’attività imprenditoriale. Ho lavorato con la “cultura del noi” che implica una concezione del lavoro fondata sulla passione, sulla propositività, sulla ricerca del confronto e sulla volontà di superare sé stessi portando più in alto il livello di efficienza dell’intera organizzazione. Una filosofia d’impresa in cui responsabilità, fiducia e rispetto regolano i rapporti aziendali, mentre la formazione continua, gli investimenti in ricerca e sviluppo, l’internazionalizzazione dei mercati e i servizi più vicini alla necessità della clientela sono divenuti i pilastri della strategia della mia azienda.
L’uguaglianza di genere è il fulcro dello sviluppo. Lo sviluppo umano deve tenere conto, per definizione, del genere…
Le donne in Italia sono la componente più dinamica della società, quella che sta cambiando più rapidamente i propri connotati a livello sociale, culturale ed economico. Grazie alla lunga marcia nel campo dei diritti, dell’istruzione e del mondo del lavoro sono passate da una situazione di totale svantaggio a una condizione di parità in molti aspetti del nostro vivere in società. Purtroppo questo lungo cammino ancora non è arrivato al suo termine. Nonostante gli obiettivi raggiunti e i risultati ottenuti, grazie ad una lotta iniziata più di un secolo fa, ancora oggi, purtroppo, le donne vedono i loro diritti non riconosciuti o calpestati e, in varie occasioni, sono vittime di discriminazioni, pregiudizi e violenze. La nostra società è ancora lontana dall’aver raggiunto una condizione di pari opportunità per pari capacità tra i due sessi.  (continua …)

 

 

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