WOMAN INSPIRING THE FUTURE by Donna Impresa

WOMAN INSPIRING THE FUTURE

Il concetto di forza deve ribaltare il luogo comune che connota la condizione femminile in termini di marginalità e di debolezza sociale, se non di subalternità, e rimarcare, invece, come le donne abbiano costituito e costituiscano, nelle trasformazioni sociali e più in generale, negli assetti familiari, l’asse portante, quello che ha permesso e permette alla catena generazionale di reggere nonostante tutte le difficoltà, nonostante tutto.

GRETA THUNBERG

La teenager svedese Greta Thunberg è  la “Persona dell’Anno” per il Time. La sedicenne ha conquistato la copertina 2019 del magazine americano che dal 1927 ogni dicembre attribuisce alla persona che ha segnato l’anno che sta per concludersi. Greta, che oggi ha parlato alla Cop 25 di Madrid, è la più giovane “Persona dell’Anno” del Time. La copertina di Time saluta “Il potere della gioventù” in una foto che mostra Greta in piedi su uno scoglio battuto dalle onde. “Per aver suonato l’allarme sulla relazione predatrice dell’umanità con l’unica casa che abbiamo” e “per aver mostrato cosa succede quando una nuova generazione prende la guida”. Greta ha iniziato un movimento globale disertando la scuola, a partire dall’agosto 2018, ha trascorso le sue giornate accampandosi davanti al Parlamento svedese, con in mano un cartello dipinto a lettere nere su sfondo bianco che recita “Skolstrejk för klimatet”: “Sciopero scolastico per il clima“. Nei 16 mesi successivi si è rivolta ai capi di Stato delle Nazioni Unite, ha incontrato il Papa, ha dato vita al Presidente degli Stati Uniti e ha ispirato 4 milioni di persone a partecipare allo sciopero climatico globale il 20 settembre 2019, in quella che è stata la più grande manifestazione sul clima nella storia dell’umanità.

ESTHER DUFLO

Il gender gap non risparmia nessun settore. Il dato oltremodo positivo è che, nel corso degli anni, il numero di donne insignite del Premio Nobel è aumentato: su 856 uomini soltanto 54 volte sono state donne a vincere il premio, ossia il il 4% del totale dei premi assegnati. Il numero delle Nobel scende a 21 se consideriamo le studiose che lo hanno ottenuto nelle discipline scientifiche. Solo una donna, Marie Curie, è stata premiata due volte, con il Premio Nobel per la Fisica del 1903 e il Premio Nobel per la Chimica del 1911. Ciò significa che 53 donne in totale hanno ricevuto il premio Nobel tra il 1901 e il 2019. È arrivato quello per l’Economia a Esther Duflo, classe 1972, franco-americana per l’approccio sperimentale nella lotta alla povertà globale (è la seconda donna a ricevere il prestigioso riconoscimento). Dopo Elinor Ostrom nel 2009. Con i suoi 46 anni, Duflo è anche la più giovane vincitrice di un Nobel per l’Economia. Il premio dimostra che “è possibile per una donna avere successo ed essere riconosciuta per i propri successi nel lavoro – ha dichiarato – e spero di poter essere di ispirazione per molte, moltissime altre donne e di dare loro il rispetto che meritano.”

MARTA CARTABIA

La giurista Marta Cartabia è stata eletta all’unanimità Presidente della Corte Costituzionale all’unanimità: per la prima volta una donna arriva al vertice della Corte Costituzionale. Approdata alla Corte nel 2011 su nomina dell’allora capo dello Stato Giorgio Napolitano, dal 2014 vicepresidente. Cartabia è docente di diritto costituzionale e ha un profilo internazionale per studi e pubblicazioni. Cinquantaseienne originaria della provincia di Milano, Marta è tra i più giovani presidenti che la Consulta abbia avuto. Tra le sue prime dichiarazioni: “Ho rotto un soffitto di cristallo – le sue prime parole – spero di fare da apripista. In Italia età e sesso ancora contano”. Il suo, però, sarà un mandato breve – di nove mesi appena – che scadrà il 13 settembre del 2020, visto che è stata nominata alla Consulta il 13 settembre del 2011 e l’ufficio di giudice costituzionale non può durare più di nove anni. Un curriculum davvero di rilievo: come esperta, ha fatto parte di organismi europei, come l’Agenzia dei diritti fondamentali della UE di Vienna.  Alla Corte Costituzionale arriva nel 2011: è la terza donna dopo Fernanda Contri e Maria Rita Saulle ed è una dei giudici costituzionali più giovani della storia della Consulta. A volerla, a soli 48 anni, è il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ne apprezza l’attività di autrice e studiosa particolarmente impegnata sulla tematica dell’integrazione dei sistemi costituzionali europei e nazionali, così come nella materia dei diritti fondamentali nella loro universalità. Buon lavoro alla neopresidente e a Donna Impresa Magazine il compito di continuare con determinazione a percorrere la strada della parità di genere!

NANCY PELOSI

Nancy Pelosi, 52a relatrice della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, è la donna eletta di più alto livello nel paese e la seconda in linea per la presidenza. Ha iniziato il suo terzo mandato come relatore nel 2019 (in precedenza ha ricoperto la carica dal 2007 al 2011) anno in cui ha avviato il quarto procedimento di impeachment nella storia degli Stati Uniti contro il presidente Donald Trump. Nata 79 anni fa a Baltimora (Maryland), nel 2007 è diventata la prima donna a presiedere la Camera, incarico che ha ricoperto fino a quando nel 2011 i democratici hanno perso la maggioranza. Moglie dell’investitore Paul Pelosi, è stata rieletta quest’anno, nonostante molti democratici la considerassero una leader della vecchia guardia e una figura centrista che avrebbe reso difficile l’avvio di un processo politico contro il presidente. Per mesi Pelosi ha detto “no” al processo perché, in quanto leader della maggioranza democratica alla Camera, la sua missione sarebbe quella di evitare qualsiasi decisione dannosa in vista delle elezioni del 2020. Qualcosa è cambiato quando a settembre sette moderati democratici hanno pubblicato una rubrica sul Washington Post per chiedere il giudizio di Trump per la ormai famosa telefonata con l’omologo ucraino, Volodimir Zelenski. Pelosi ha dato quindi il via libera all’inizio di un’indagine per aprire la procedura di impeachment. All’inizio dell’anno la speaker democratica, in uno scontro senza precedenti, ha negato al presidente di tenere il discorso sullo stato dell’Unione alla Camera fino a che lo shutdown non sarebbe stato definitivamente scongiurato.

MELINDA GATES

Co-presidente di Bill & Melinda Gates Foundation, mantiene la sua posizione di donna più potente nella filantropia: fondata nel gennaio del 2000, la fondazione è la più grande fondazione di beneficenza privata del mondo con una dotazione di fiducia di $ 40 miliardi. La Fondazione Bill & Melinda Gates (in inglese Bill & Melinda Gates Foundation) è focalizzata sul miglioramento della salute globale, è sempre più visibile nel definire la strategia di base, risolvendo le difficili sfide globali dall’istruzione e dalla povertà alla contraccezione e ai servizi igienico-sanitari. Nell’ambito della missione della fondazione di aiutare tutte le persone a condurre una vita sana e produttiva, è stata dedicata grande attenzione ai diritti delle donne e delle ragazze.

OPRAH WINFREY

ha trasformato il suo talk show di successo in un impero mediatico e commerciale. Il punto di svolta decisivo nella vita di Oprah arriva negli anni ’80, quando, appena trentenne, inizia a condurre un talk show su un canale locale di Chicago. Nel giro di un mese, il programma diventa il più seguito di tutta la città. Dopo due anni, viene ribattezzato come Oprah Winfrey Show e comincia a essere trasmesso in tutto il Paese. Winfrey ha interpretato il suo ruolo di ancoraggio di notizie in un talk show di 25 anni: reinvestiti, i profitti del suo spettacolo ammontano a circa $ 2 miliardi. A chi oggi conosce Oprah, una delle donne afroamericane più ricche del mondo, proprietaria di una rete satellitare, una casa di produzione e una casa editrice, potrebbe sembrare assurdo sapere che, in realtà, questo volto noto della TV americana ha dovuto lottare contro povertà, abusi e razzismo, durante la sua infanzia. Lo ha testimoniato più volte lei stessa, durante diverse puntate del suo Oprah Winfrey Show, nelle quali ha raccontato tanti episodi difficili della sua vita. Oprah è riuscita quindi a cambiare radicalmente la propria vita, facendosi strada in un percorso pieno di ostacoli e amarezze. Da bambina povera, che non poteva nemmeno permettersi vestiti o bambole nuove, è riuscita a riscattarsi, diventando a 19 anni la prima e più giovane donna afroamericana a condurre un telegiornale a Nashville. A dispetto dei pregiudizi razziali, di genere o delle umili origini. Oltre naturalmente alla grandissima forza di volontà e voglia di riscatto, il successo di Oprah risiede in quello che il Wall Street Journal ha definito come Oprahfication. Si tratta di un neologismo per descrivere la capacità della giornalista di far confessare agli ospiti i segreti più reconditi della propria vita, facendoli passare come una sorta di terapia di gruppo. Merito della sua storia, sicuramente, ma anche della sua grande empatia e dell’uso intelligente della sincerità. Forte della sua esperienza di vita, Oprah dispensa consigli in mondovisione su come affrontare i propri demoni e andare avanti.

MALALA YOUSAFZAI

è una ragazza pakistana che da tempo si batte per il diritto all’istruzione delle ragazze nei paesi musulmani. Con il suo impegno e attivismo per i diritti delle donne in Pakistan, Malala Yousafzai ha vinto il Premio Nobel per la Pace, nel 2014 quando appena diciassettenne era reduce di un dramma: l’aggressione di un gruppo di talebani armati mentre tornava da scuola. Chiunque avrebbe messo al primo posto la propria incolumità, lei invece ha scelto di continuare a portare al mondo i suoi messaggi di positività e rispetto per le donne. Oggi, poco più che ventenne, si confronta con tutti i più importanti capi di Stato del mondo rivendicando il diritto di istruzione per lei e per gli altri, soprattutto per le bambine e le donne, in quanto in alcuni paesi ciò viene negato “i libri e le penne sono le armi più potenti – dice – l’educazione è l’unica soluzione”. Parlando del suo attentato, poi, si era anche rivolta direttamente ai talebani dicendo: “Se pensavano di farmi tacere con l’uso dei proiettili, non ci sono riusciti”. In Pakistan ci sono ancora proteste contro di lei perché viene considerata come una persona contraria alle regole dell’Islam: questo il motivo per cui le hanno sparato provando ad ucciderla perché nulla dà più fastidio ai Talebani di una ragazza che desidera con tutta se stessa la propria indipendenza attraverso l’istruzione e la cultura. Oggi, nonostante le continue minacce, continua la sua battaglia con forza, in modo che l’istruzione possa diventare un diritto. “Investire nell’istruzione  non solo aiuta l’economia globale ma si aiuta ancora a proteggere il nostro clima, ridurre la povertà e la probabilità di guerre nei paesi in via di sviluppo.” Vedere ragazze come Malala e Greta parlare e lottare per le grandi cause dimostra che i giovani hanno un ruolo

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