BACKGROUND DONNA IMPRESA

UNA STORIA DI SUCCESSO

IL PRESIDENTE

VALERIANA MARIANI

Nella foto, la Dott.ssa Valeriana Mariani leader nell’imprenditoria femminile.
  • Sociologa, Esperta in Comunicazione e Mass-Media; Esperta in Analisi e Valutazione di Politiche di Welfare; Esperta in materia di Prevenzione e Contrasto alla Violenza di Genere e Lotta agli Stereotipi afferenti al Servizio Politiche Sociali e Socio Educative; Esperta in Politiche per l’Integrazione Sociale e Contrasto alla povertà; International Affaire Professional Knowledge Visionary (Esperta in Politiche e Strategie Aziendali Internazionali);
  • La sua carriera inizia nel 2002 come Presidente di Confartigianato Donna Impresa (l’associazione italiana delle piccolo e medie imprese artigianali gestite da donne). Condividere le migliori pratiche nell’imprenditoria femminile è la passione della sua vita: nel 2006 fonda l’Associazione Donna Impresa e la rivista Donna Impresa Magazine dimagazine.it di cui è Presidente.
  • Ad oggi è Presidente di International Women (International Association Women Entrepreneurs and Business Leaders – Employment, Social Affaire & Equal Opportunities); Ambasciatrice della Moda nel Mondo per la Camera della Moda Italiana; Fondatrice Donna Impresa Network Community & Business; Accademico d’Onore dell’Accademia Internazionale Mauriziana; Accademico d’Onore della Norman Academy INC; Professoressa Norman Academy INC; Accademico d’Onore per la sezione Enogastronomica Norman Academy INC; Accademico d’Onore dell’Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali; Ambasciatrice per la Pace e la Cooperazione fra i Popoli Repubblica delle Filippine; Ambasciatrice Club Internazionale “Billionaires Elite VIP (USA); Membro del Consiglio di Amministrazione dell’Investment Migration Council IMC; Membro dell’International Parliament Higher Education Ministry (Women & Leadership).

RICONOSCIMENTI

  • Milano _ Premio Giuria di Qualità – Campagne Istituzionali e Sociali: Comunicazione Pubblica e Politica Media Key Award
  • Roma _ Premio Internazionale Donna di Successo Accademia Europea per le Relazioni Economiche e Culturali
  • Roma _ Premio TV RadioCorriere
  • Mamaia (Costanza)_ Award Fashion Magazine Fashion Tv
  • Giulianova _ Award Impresa Rosa d’Abruzzo
  • Roma, Avvocatura Generale dello Stato_Premio Speciale Le Ragioni della Nuova Politica
  • Reggio Calabria _ La Muse de l’Or Award
  • Roma _ Medaglia d’Oro per l’editoria Norman
  • Salerno _ Premio Speciale Smac Fashion Award
  • Bucarest _ Premio Speciale Giuria Giornalistica evento internazionale RIFF Romanian Info Fashion Festival
  • Salerno _ Gran Croce d’Argento al Merito Sociale _ Corpo Internazionale di Pubblica Assistenza HUMANITAS SOCCORSO ITALIA
  • Catania _ Award Alta Moda Glamour
  • Iasi _ Premio International of excellence /Creative Industries Awards Kasta Morrely
  • Roma _ Medaglia d’Oro Accademia Mondiale della Cultura
  • Ischia _ Premio Speciale per lImprenditoria Femminile _ Fondazione Ischia
  • Roma _ Medaglia al Merito Sociale AUGUSTA DE CAROLIS Accademia internazionale Mauriziana
  • Svizzera _ Premio Speciale Umanità, Pace e Fraternità tra i Popoli _ Nobel Foundation

 

L’ASSOCIAZIONE:

CORPORATE PHILOSOPHY

Valorizzazione del lavoro femminile, gestione della gender diversity, politiche e strategie volte a garantire pari opportunità e riconoscimenti di carriera.

      Fondata nel 2006, L’Associazione Donna Impresa è, in sintesi, uno straordinario contenitore globale di energie e competenze, una lobby del merito, una rete di dialogo e confronto, un gruppo solidale e unito che condivide attività e iniziative per costruire un Paese a misura di donna. Il nostro Network globale è composto da donne, sebbene di generazioni diverse di formazione e settori diversi, comunque orientate alla leadership. Donne contemporanee che condividono il medesimo desiderio di indipendenza economica, la medesima forza, l’ambizione, il coraggio, la determinazione. In poco più di un decennio il network ha raccolto la fiducia di milioni di donne in tutto il mondo: manager, imprenditrici, professioniste: donne “arrivate” ai vertici e giovanissime promesse. Tutte con un sogno realizzato o in cammino verso la vetta, ma tutte con la medesima volontà di lasciare un segno tangibile del loro passaggio e incidere sul presente e sul futuro. Un vero e proprio laboratorio di crescita, scambio di idee ed esperienze che aiuta a leggere e comprendere la realtà e a trovare le soluzioni per cambiare passo e rendere le donne Protagoniste del loro tempo. È un fatto che le donne siano una risorsa per l’immenso contributo che danno alla nostra società, dalla quale spesso non ricevono un riconoscimento adeguato. D’altro canto, i Paesi più prosperi, solidi e competitivi del mondo sono anche quelli in cui lo squilibrio tra uomini e donne nell’occupazione, nelle carriere e nei salari è minore. Il lavoro dell’associazione è un ulteriore sforzo in questa direzione, perché pensiamo che per contrastare e rimuovere gli ostacoli politici, sociali, economici e culturali all’effettiva realizzazione delle pari opportunità si debba intervenire su tutti i fronti. Anche, e soprattutto, su quello culturale. Se quotidianamente teniamo alta l’attenzione sulla discriminazione, sulla violenza di genere, sul divario occupazionale tra uomini e donne, con un’iniziativa di questo genere vogliamo dare tempi e spazi alla riflessione. Vogliamo gettare i semi per una nuova cultura, diffondere idee che diventino pratica comune. Ripartire dalle differenze, per riconoscerle ed educare a riconoscerle, e quindi promuovere una nuova cultura delle differenze, non può che dare un importante contributo per la piena affermazione del diritto alle pari opportunità e alla non discriminazione. Si tratta di un progetto importante sia sul piano teorico che politico. All’incrocio tra queste due declinazioni dell’esperienza e della soggettività, si costruiscono culture politiche, posizioni teoriche e conflitti nella società che chiedono una nuova lettura, una riflessione più consapevole e meno prigioniera di steccati teorici e identitari.

L’AWARD

IL PREMIO INTERNAZIONALE DONNA IMPRESA

donne che si distinguono in tutti i campi per il proprio operato a dimostrazione che le donne possono eccellere. Il gender gap resta comunque molto alto nel management e questo problema andrebbe affrontato con maggior impegno: sia per assicurare pari opportunità, sia perché si rivelerebbe di beneficio per le aziende. Moltissimi studi evidenziano infatti come la diversità di genere sia correlata positivamente alla creazione di valore aggiunto: promuovere più donne ai vari livelli manageriali non solo aiuta le aziende a crescere, ma permette anche di modificare la stessa cultura del lavoro, formandone una più inclusiva ed equa. La mancanza di parità di genere nelle posizioni di leadership ostacola i progressi necessari in tutti i settori, ma costa anche molto all’economia mondiale: è necessario pertanto promuovere la partecipazione e la leadership su un piano di parità. Le aziende o le imprese hanno bisogno dei migliori leader e non saranno soddisfatte se il pool di reclutamento esclude le donne. Lo sguardo femminile è quello sguardo nuovo che manca nel mondo dell’amministrazione, nell’economia, nelle organizzazioni. La sensibilità delle donne, la loro attenzione nella relazione con l’altro, l’empatia femminile, possono aiutare a cambiare il modo di vedere le cose: non guardare solo agli obiettivi ma anche ai processi che portano a raggiungerli. C’è bisogno di una nuova alleanza tra uomini e donne, non una prevaricazione o un’inversione di ruoli, ma una convivenza di modi di pensare e di vedere le cose: è necessario che anche le donne possano ricoprire ruoli di potere e decisionali, che molto spesso sono ricoperti da uomini. Deve esserci pluralità di pensiero per il benessere comune, altrimenti il risultato è un impoverimento culturale, una limitazione delle possibili visioni. A causa della mancanza di questo sguardo femminile nella società abbiamo perso la capacità di riconoscere il prendersi cura degli altri come un valore; le donne possono aiutare a riportare al centro delle dinamiche sociali questa dimensione. Il femminismo non deve ispirarsi a imitare il ruolo maschile, le donne non devono aspirare ad assomigliare agli uomini per emanciparsi, sarebbe come confermare lo status quo. È fondamentale, invece, riuscire ad affermarsi come donne con tutte le proprie peculiarità, dando valore alla diversità ed andando oltre gli stereotipi del femminile. Per poter permettere sistemi diversi e inclusivi serve dare spazio e opportunità ai pensieri delle donne, riconoscerne l’impulso innovativo, dargli dignità e aver la capacità di mettere in discussione ciò che è sempre stato normalità e certezza. L’indifferenza non è neutrale: se davanti a qualcosa che nasce non si prende posizione, si sta, in qualche modo, rallentandone il compimento, opponendosi passivamente. Tocca agli uomini fare un passo in più, imparare ad accogliere, accettare e supportare una visione del mondo e della società che comprenda anche quella femminile.

IL “MUST HAVE”: DONNA IMPRESA MAGAZINE

DONNA IMPRESA MAGAZINE: IL SIMBOLO DEL RINNOVAMENTO, DELLA GIOIA E DELLA RINASCITA

VOCAZIONE:

Donna Impresa Magazine, senza fini di lucro, è una rivista trimestrale condotta da leader che si mobilitano, utilizzando il proprio potere di influenzamento personale, per promuovere una più alta partecipazione femminile nella leadership di organizzazioni private e pubbliche. Aiutiamo le aziende a crescere, lanciare prodotti e costruire relazioni durature con le loro comunità. Donna Impresa Magazine è scelto dai marchi leader a livello mondiale. Decenni di esperienza, un armadio pieno di statue dorate, lunga storia di innovazione e lavoro culturalmente rilevante: ciò che facciamo è ottenere risultati. Studiamo il cambiamento delle percezioni e degli atteggiamenti e interpretiamo le tendenze. Se lo scopo della pubblicità è attirare l’attenzione dell’utente (sempre meno disposto a investire tempo e sempre più distratto), la lettura è il modo più efficace per raggiungerlo. Le parole infatti sono il più potente mezzo per la costruzione di significato, in assenza delle quali l’efficacia del messaggio è ridotta.

MISSIONE:

Il panorama imprenditoriale si tinge sempre più spesso di rosa. La leadership femminile è in costante e netta ascesa, ed un numero man mano crescente di aziende sceglie di porre al timone della propria organizzazione una donna o un gruppo di donne; ma ancora molto va fatto per raggiungere una reale ed effettiva uguaglianza di genere. La nostra non vuole essere la sterile difesa di un ideale femminista: le donne al comando possono davvero fare la differenza all’interno di un’azienda, purché siano messe realmente in grado di farlo.

INPUT E STATUS:

Donna Impresa Magazine non è solo una voce molto autorevole nel panorama dell’editoria globale, in quanto vanta prestigiosi riconoscimenti dalle massime istituzioni internazionali ed oltre 1 miliardo di ingressi, ma è anche un potentissimo strumento di marketing. La rivista, che dal gennaio 2019 è esclusivamente digitale in risposta alle evoluzioni del settore, è un contenitore di idee, opportunità, storie e segreti per farcela.

TARGET AUDIENCE:

Abbiamo scelto la formula open access per la nostra rivista, che permetta a tutti di accedere gratuitamente ai contenuti. I costi per abbonarsi alle pubblicazioni ostacolano una vera circolazione del sapere. L’ingresso ufficiale di Donna Impresa Magazine è www.dimagazine.it; di seguito i link di accesso diretto a yumpu.com, la piattaforma internazionale nella quale sono pubblicate le riviste e dove poter visualizzare anche gli ingressi grazie ad un contatore automatico posto su ogni singola pagina.

LA NOSTRA RUBRICA “LUI

PER AMORE DELLA DIFFERENZA: IMPRESA, MANAGEMENT E POTERE DECLINATI AL MASCHILE

Attraverso la presenza di role model sia maschili che femminili – è infatti un equilibrato mix di generi che alimenta la formazione di una leadership completa e di successo – i giovani talenti riusciranno a realizzare un innovativo stile di leadership, in grado di affrontare le sfide che la società pone a quelli che definiamo leader for a new world.

  • I nostri modelli di riferimento sono business men di successo. 

Ma come hanno fatto? Qual è il segreto del successo? È davvero solo questione di talento individuale e di tenacia nel perseguire gli obiettivi, oppure entrano in gioco altri imprevedibili fattori? E che cosa differenzia realmente la personalità di colui che eccelle da quella della maggioranza dei suoi simili? Quali elementi comuni li caratterizzano? Come diventare il prossimo imprenditore di successo? Come evitare il fallimento? Quali sono i consigli giusti? Quali le direzioni? Quali i rischi? Una delle convinzioni più radicate nella società contemporanea, è il mito del self made man, dell’uomo che sa imporsi unicamente grazie alle proprie virtù e alle proprie forze. E vi riesce. Noi osserviamo con attenzione particolare i “fuoriclasse”, le persone giunte all’apice del successo: analizziamo le loro doti individuali e i momenti decisivi delle loro straordinarie carriere, ma anche e soprattutto i dettagli in apparenza insignificanti delle loro biografie. LUI è una rubrica che ha saputo conquistare l’attenzione di milioni di lettrici (65%) e lettori (35%). Per noi è molto importante aprire un dialogo ed un confronto con la leadership maschile; gli uomini devono essere i nostri primi sostenitori ed i nostri più ardui alleati nella conquista delle pari opportunità. Un impegno ambizioso e coraggioso assunto dall’Associazione Donna Impresa e da Donna Impresa Magazine per promuovere e stimolare una nuova assunzione di responsabilità e guardare oltre gli stereotipi, aprendo spazi in cui uomini e donne possano trovare momenti di riflessione ricchi di esperienze e la cui pratica possa tradursi in politiche attive, partecipate e condivise. É necessario riconoscersi in un modello egualitario nel quale si confrontano due soggetti sessualmente differenti con desideri, progetti, aspirazioni diversi NON necessariamente antagonisti. Questioni che ci interrogano, alle quali non solo non possiamo e dobbiamo sfuggire ma che, nella ricerca di un confronto autentico e profondo, possono offrirci le chiavi per interpretare il presente e costruire un futuro ove la riconosciuta libertà di ciascun essere umano sia il principio ispiratore di una società libera da violenze e soprusi. Questa rubrica ci offre un’ulteriore, preziosa occasione per continuare a “intessere” la comune volontà di ascoltare, conoscere e riconoscersi. E per continuare a cambiare noi stesse e noi stessi per cambiare il mondo che ci circonda. La nostra possibilità di riconoscerci differenti, ovvero di riconoscere la molteplicità che ci abita, la nostra possibilità di approssimarci all’altro/a, la nostra possibilità di pensare e migliorare il mondo insieme con altri soggetti presuppone la disponibilità a riconoscere e a nominare la nostra parzialità. Sessuale in primo luogo, ma insieme culturale, spirituale, generazionale. Presuppone, da ultimo, che il movimento verso l’altro lasci aperto uno spazio allo stupore. Poiché, come diceva Eraclito, “Se non ti aspetti l’imprevisto, non lo incontrerai mai”. Lo sguardo sul maschile che abbiamo costruito è un viaggio impegnativo, con soste obbligate ma con panorami pronti a meravigliare.

“ESSERE O NON ESSERE” UN LOVE BRAND?

CINQUE BUONI MOTIVI PER SCEGLIERE DONNA IMPRESA MAGAZINE

Bassi livelli di rispetto e bassi livello di amore riducono il brand a una commodity, ossia trasformano la marca in un semplice tratto distintivo o, al più, a una garanzia di qualità del prodotto o servizio. Niente in questo quadrante assicura la fedeltà del consumatore che, al contrario, sceglie tra i diversi competitor esclusivamente a partire da un principio di convenienza economica. Questo appiattimento del brand in un trademark a causa dell’affollamento e della competitività dei mercati è il rischio più grave che le aziende devono evitare oggi e, per farlo, hanno bisogno di un «path to love», ovvero, come ancora Saatchi & Saatchi indica, la ricetta per trasformare un brand in un lovemark.

  1. Credibilità, fiducia nel brand, engagement e incremento della brand awareness. La reputazione rappresenta un asset intangibile non imitabile: un fattore di estrema importanza poiché rappresenta una garanzia per i consumatori, per gli investitori ed in generale per gli stakeholder coinvolti. Oggigiorno, il consumatore medio, per raccogliere le informazioni necessarie per la decisione d’acquisto di un prodotto a cui è interessato, non può che avvalersi di alcuni intermediari tra i quali appunto i mass media ed i social media. Questi registrano, testimoniano ed interpretano le informazioni inerenti l’impresa, attribuendo loro un preciso significato, ed il tutto potendo sempre contare su un’elevata credibilità. Pertanto lo studio degli effetti della copertura media sui cambiamenti nella corporate reputation ha ricevuto negli ultimi anni una sempre maggiore attenzione. Warren Buffet disse che “Ci vogliono venti anni per costruire una buona reputazione e ne bastano cinque minuti per rovinarla”.
  2. La nostra percezione del mondo dipende da ciò che vediamo, leggiamo e dai contenuti mediali di cui usufruiamo. Siamo chiamati ad assumerci la responsabilità di quello che comunichiamo in un mondo costantemente interconnesso. La comunicazione ha un ruolo primario, agisce come forza trainante dell’impresa in grado di costruire un’immagine positiva, un clima di consenso ed una solida reputazione aziendale presso i pubblici rilevanti. In buona sostanza, l’impresa crea valore quando comunica con efficacia, artefice, insieme ai propri stakeholder, di un processo iterativo di creazione di significati economici, sociali, etici. Economicamente parlando un’efficace comunicazione d’impresa concorre alla diffusione e alla creazione di valore poiché produce credibilità strategica e reddituale sul mercato e contribuisce alla crescita del patrimonio intangibile grazie alla condivisione delle conoscenze, alla continua interazione e al consolidamento della cultura aziendale.
  3. La forma del contenuto: il brand journalism è un passo oltre il marketing. Un’azienda che si avvale dei benefici offerti dal brand journalism ha la certezza di riuscire ad incrementare la portata del proprio target di riferimento. Ciò avviene in quanto i contenuti che vengono realizzati si basano su norme e regole giornalistiche ben precise, il che vuol dire che pongono al centro dell’attenzione la necessità di essere informati da quello che proviene dal pubblico. In questo modo è possibile prevenire le situazioni di autoreferenzialità, celate o meno, che caratterizzano diverse dinamiche del content marketing. Per poter fare brand journalism, occorre essere un giornalista a tutti gli effetti: non basta conoscere le tecniche di scrittura per il web, essere bravi editor e copywriter. La motivazione di questa necessità è la deontologia professionale giornalistica a fare da scudo alla media company nella produzione dei contenuti.
  4. Agenda 2030 – Goal 5: Parità di genere: il tema della Corporate Social Responsibility (CSR) o Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) è da tempo un argomento centrale nel dibattito nazionale e comunitario. La scarsa partecipazione femminile al mercato del lavoro, i gap retributivi tra uomini e donne, il permanere del cosiddetto soffitto di cristallo che determina una scarsa presenza delle donne nei ruoli apicali, sono solo alcuni esempi della disuguaglianza sostanziale ancor oggi fortemente presente tra donne e uomini. In tale prospettiva ricoprono un ruolo rilevante le politiche volte a migliorare le condizioni di vita delle donne in termini di maggiori opportunità di accesso alla formazione, al lavoro e di migliori condizioni di lavoro e ridistribuzione del lavoro di cura. La non discriminazione, anche di genere, e l’attenzione alle risorse umane rappresentano per l’Unione Europea i tasselli centrali dell’impegno delle imprese in ambito sociale. Ma cosa si intende per Responsabilità Sociale delle Imprese? La Commissione Europea definisce la RSI come “l’integrazione su base volontaria, da parte delle imprese, delle preoccupazioni sociali ed ecologiche nelle loro operazioni commerciali e nei rapporti con le parti interessate.” DONNA IMPRESA MAGAZINE consapevole dell’importanza della RSI quale strumento per il raggiungimento degli obiettivi fissati delle politiche dell’Unione Europea in termini di competitività, occupazione, coesione sociale e protezione dell’ambiente, ha avviato al proprio interno una serie di riflessioni sull’integrazione della Parità di genere con la Responsabilità sociale delle imprese. Dalla riflessione è emerso che un’azienda che sa coniugare “I risultati aziendali” con “I benefici sociali” è amica delle donne – women friendly – in quanto investe sulla risorsa femminile adottando misure volte a favorire un buon equilibrio tra impegni di cura familiari e attività professionale. La nostra Mission è contribuire alla diffusione di una cultura aziendale socialmente responsabile. Promuovere la RSG (Responsabilità Sociale di Genere) significa collegare il tema dello sviluppo d’impresa al tema dello sviluppo e del benessere delle persone, delle donne, della comunità, attraverso la diffusione della cultura alle pari opportunità, abbattendo gli stereotipi e le discriminazioni di genere, favorendo una partecipazione attiva delle donne alle decisioni, una più attenta politica per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, una migliore qualità della vita e del lavoro nel contesto socio-lavorativo-ambientale. Il tutto con effetti positivi per la competitività aziendale e per la comunità nel suo insieme. Il concetto di valore si affianca a quello di profitto, divenendo obiettivo importante dell’attività d’impresa, nonché misura del suo successo.
  5. Siamo la Pink Community più grande al mondo: non dimentichiamo che le decisioni d’acquisto sono prese nell’80% dei casi da donne (che acquistano per sé e per altri e che influenzano altri nell’acquisto). Questo non significa che bisogna creare campagne basate su stereotipi femminili, ma usare canali per veicolare contenuti interessanti. Intanto confermiamo che per quanto riguarda l’ambito del Marketing bisogna considerare uomini e donne non come un unico gruppo omogeneo, ma come due gruppi distinti. Questo perché le strategie di marketing devono andare incontro ai bisogni, agli interessi e alle preferenze delle persone e, per fare ciò, è indispensabile diversificare i vari target per poter pianificare comunicazioni ad hoc, individuando alcune caratteristiche che li contraddistinguono, tra cui il sesso. Da qui nasce quello che viene definito “Gender Marketing”. Alcuni studi neuroscientifici hanno assodato che uomini e donne elaborano le informazioni, vivono le emozioni, provano sensazioni, interagiscono con gli altri e vivono il quotidiano in modi differenti. Tali comportamenti sono stati analizzati nell’ambito del web marketing sia per quanto riguarda la vita reale in un ambiente fisico, cioè quando sono offline, che per quando sono connessi ad internet e navigano online. Quindi è molto importante distinguerli. Se si comprendono le differenze fra uomo e donna si possono creare dei messaggi adatti all’uno o all’altro target e si possono così indirizzare meglio i contenuti, evitando inutili sprechi di risorse e di tempo. Risulta difficile impostare delle strategie di marketing efficaci se non si individuano i diversi target e se non si conoscono le principali diversità degli utenti, iniziando dalla differenza fra maschi e femmine.

Il grande compito degli uomini di buona volontà, sarà fare un po’ di spazio nel materialismo, nel consumismo globalizzato, per ritrovare un’idea condivisibile delle cose superiori. Bisognerà, insomma, costruire insieme un’altra civiltà, un mondo che sappia perdonare e cercare di risolvere problemi epocali inevitabili e giganteschi, secondo uno spirito di carità. Alcuni importanti imprenditori hanno già risposto all’appello di Donna Impresa. Sono certo che molti altri ne condividano le finalità. Non si tratta di filantropia, ma di programmazione e di responsabilità, concetti chiarissimi a chi fa impresa. Perché le disuguaglianze all’interno del Paese, aumentano il distacco tra noi e il resto del mondo. Ci troviamo ai blocchi di partenza di un’Europa stremata dal virus, che può trovare nuovi stimoli per correre ed essere competitiva. Impegnata a rilanciare investimenti e aiuti. Sta ai Paesi membri, sta all’Italia, trasformarli in opportunità, utilizzarli in modo vantaggioso e utile alla sua crescita. Sono questi i primi passi di un Paese che si rialza. Siamo alle prime luci di una società chiamata ad organizzare nuovi comportamenti, a interpretare nuove esigenze, a intercettare nuove occasioni con creatività e innovazione.

Facciamolo partendo dalle donne.

È una bellissima sfida. Non dubitiamo che sia troppo grande per noi.

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