SE IL MONDO RICONQUISTASSE LA SUA PARTE FEMMINILE… a cura di Patrizia Esposito

 

Patrizia Esposito (clicca sulla foto e leggi tutta la rubrica)

Ecco cosa hanno detto alcune imprenditrici e
libere professioniste sul tema:
SE IL MONDO RICONQUISTASSE LA SUA PARTE FEMMINILE…
Noi siamo maschili e femminili, eppure la nostra vita è prettamente sbilanciata nel maschile: sistemi educativi, manageriali, imprenditoriali, ecc. Con l’attuale situazione, questo modo di vivere sta presentando i suoi limiti. Oggi abbiamo bisogno della gentilezza, della flessibilità, dell’estetica, dell’attenzione e del rispetto. Le componenti sensibili della parte irrazionale/femminile, sono risorse di alto valore una ricchezza inesauribile da investire nel mondo del lavoro.

Ringrazio Valeriana Mariani, che ha messo a disposizione la sua rivista Donna Impresa Magazine e le donne imprenditrici e libere professioniste che hanno partecipato a questa rubrica.

Noi siamo maschili e femminili queste caratteristiche convivono in ognuno di noi, eppure la nostra società è sbilanciata verso il maschile: nei sistemi educativi, manageriali, imprenditoriali, nel linguaggio e nei comportamenti, dove prevale la forza e la competizione .

Con l’attuale situazione, questo modo di vivere sta presentando i suoi limiti, evidenziando la fragilità del sistema anche nelle relazioni personali. Per esempio osserviamo i rapporti fra l’uomo e la donna: soggetti violentati psicologicamente e fisicamente entrambi, sottratti ad una educazione al sentimento dell’amore e del rispetto, perchè ritenuti fattori “inutili” allo sviluppo economico. Noi vediamo solo gli effetti di questa manipolazione che ci mette un velo davanti alle reali cause, infatti già osservando il modello familiare si può prevedere il tipo di comportamento condizionato che avranno i figli e le figlie: la disuguaglianza di genere si sviluppa nell’ambito della famiglia di origine, oggi si deve avviare un mutamento di quel modello, cominciando a condividere la genitorialità e il lavoro domestico. Inoltre la frustrazione a cui sono sottoposte le figure maschile davanti alla incapacità di gestire le nuove situazioni imprevedibili come quelle che sta creando il covid 19, (l’uomo perde la sua identità nel momento in cui perde il suo ruolo sociale) e l’ignoranza all’amore, che è conoscenza e disponibilità verso l’altro/a, portano a sfogare la rabbia sulla persona più debole fisicamente e economicamente. Indignarsi difronte a questi comportamenti non basta, bisogna cominciare ad osservarne le motivazioni, con più attenzione. La povertà emozionale sia nella donna che nell’uomo è una causa della violenza in genere. Una educazione al bene, alla virtù, al vivere civile, può nascere dalla famiglia e dalla scuola, per guidare l’impulsività dei giovani verso un sano sviluppo emozionale perchè imparino ad onorarsi a vicenda nelle loro diversità naturali, e a evitare che essi scarichino nell’altro sesso la responsabilità dei guai del mondo. Un esempio di questa impulsività è il bullismo (che troviamo sia nelle le ragazze che nei ragazzi), espressione di un’energia non educata, ma reattiva. Un’altra possibile soluzione per abbassare l’offesa e la violenza è impegnarsi a creare un sistema economico e politico realizzato sull’equilibrio fra i generi, per esempio nei luoghi dove anche le donne ricoprono posti strategici, i numeri dimostrano uno sviluppo migliore e armonico del sistema. In sintesi l’educazione ha il compito di favorire la piena fioritura della Persona (nella sua interezza maschile e femminile). Cosa fare? Sicuramente non rimanere passivi spettatori, che si indignano per gli eventi ma aspettano che il momento passi, oppure si scoraggiano, si diventa co-responsabili dell’atto di aggressione( ricordo che l’aggressione è sia psicologia che fisica!) e soprattutto di subire il giudizio negativo dei giovani, per i quali dovremmo essere educatori (al rispetto). Poi la comunicazione: è un eccellente strumento per educare, ma si deve essere consapevoli che può anche diventare un’arma offensiva, che va a stimolare l’aggressività psicologica per sfociare in quella fisica. Quindi attenzione particolare alle parole.

Sono con noi:

Avv. Agnese La Rosa
Vincenza Frasca
Fabia Romagnoli
Arch. Alessia Guarnaccia
Rossella Spatola
Ilaria D’Uva
Rachele Morini
Angela Landucci
Sonia Maritan
Erica Cappelli
Vanessa Ciotoli Giuntini
Patrizia Cecchi Fagni
Patrizia Alma Pacini
Giusy Bettoni
Fabrizia Fagnoni

PATRIZIA ESPOSITO:

Patrizia Esposito, Ph.D. Hindovedic Psychology, founder di Gruppo Ventidue Srl a Pistoia (www.gruppoventidue.com), ha esperienza trentennale nell’ambito della Comunicazione aziendale. Conseguita la maturità artistica, studia presso la ESE –European School of Economics e successivamente ottiene il Ph.D. Hindovedic Psychology, specializzandosi nell’area della comunicazione strategica e della formazione. Ha collaborato con importanti realtà aziendali nazionali proponendo nuovi metodi di comunicazione focalizzati nel migliorare la conoscenza del mercato/persona. Ha scritto l’e-book “Comunicazione+ Ascolto, Benessere Integrato per le Aziende Innovative” e “Azienda Ad Valorae, Più Valore alla Persona”. Attualmente svolge l’attività insieme al socio nella comunicazione e strategia d’immagine aziendale e scrive articoli per riviste nazionali e internazionali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.